riassunto IN 30 SECONDI
Anche una buona pagina, realizzata con tutti i criteri tecnici dell’accessibilità, può in realtà offrire una pessima esperienza agli utenti.
Per verificare che “accessibile sia anche adeguato” occorrono competenza, empatia e umiltà: prima dobbiamo conoscere come le persone, soprattutto con disabilità, affrontano la navigazione nel web. Solo dopo possiamo ideare e realizzare le nostre pagine.
Con quali vantaggi? Etici ed economici, perché permette di raggiunge quel 20% di utenti che, fino ad ora, ha abbandonato il nostro sito web dopo qualche secondo perché non è accessibile.
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ARTICOLO
Sfatiamo un mito: anche una buona pagina, realizzata con tutti i criteri tecnici dell’accessibilità, può in realtà offrire una pessima esperienza agli utenti.
Accade, ad esempio, quando viene letta con uno screen reader.
Non basta installare un plugin o aggiungere testi alternativi: certo, piuttosto di non fare neppure quello, iniziamo ad attivare piccole strategie, consapevoli però che servono più alla sensibilizzazione degli utenti “normodotati” che alle persone con disabilità. Quasi tutte le operazioni, effettuate attraverso i plugin per l’accessibilità, vengono già eseguite dagli strumenti assistivi.
Prima di tutto bisogna, quindi, progettare la pagina, l’articolo o il sito web ‘pensandolo accessibile’. Bisogna “calarsi nei panni” degli utenti, con l’umiltà di imparare da ogni esperienza.
Come possiamo ‘sapere’ le reali modalità di lettura di una persona con una disabilità cognitiva se non ci sediamo, uno di fianco all’altro, e non impariamo la sua modalità di lettura?
Andando oltre: come possiamo prevedere il modo in cui una persona con cultura differente dalla nostra approccerà una pagina web, se non investiamo il nostro tempo nel confronto, aperto ed intelligente, con questa esperienza talvolta distante dalla nostra?
Nel programmare un sito accessibile, dobbiamo prendere il tempo necessario per imparare, e non solo per osservare.
In pochi minuti possiamo capire come legga uno screen reader, ma dobbiamo dedicare molto più tempo allo sperimentare, insieme ad una persona con disturbo dell’attenzione, quali siano le strategie di costruzione migliori perché termini il percorso di acquisto o colga le informazioni più importanti.
E poi, come sempre, l’accessibilità è per sua natura inclusiva: un buon riassunto breve, prima dell’articolo, è utile non solo a chi utilizza tecnologie assistive o a chi non riesce ad affrontare una pagina intera. Introdurre l’argomento prima della lettura è di grande aiuto anche per chi non è madrelingua, per una persona con fragilità culturale…
Sempre più frequentemente lo sperimentiamo: per verificare che “accessibile sia anche adeguato” occorrono competenza, empatia ed umiltà.
Con quali vantaggi?
Etici ed economici, perché permette di raggiunge quel 20% di utenti che, fino ad ora, ha abbandonato il nostro sito web dopo qualche secondo perché non è accessibile.
Immagine: shutterstock/Chansom Pantip
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